Quando ho conosciuto Francesca, mi sono subito resa conto che il suo lavoro non si può spiegare con una frase veloce.
Lei non si occupa semplicemente di “progettare case o spazi lavorativi”: accompagna le persone a ritrovare equilibrio e benessere dentro di sé per poi progettare gli ambienti in cui vivono e lavorano.
Lo spazio esterno non è altro che la proiezione di ciò che abbiamo dentro di noi.
Francesca propone percorsi che parlano di ascolto e cambiamento, e questo era esattamente ciò che voleva trasparisse dalle sue fotografie.
Insieme abbiamo ragionato su quali sensazioni dovevano arrivare a chi avrebbe visto le immagini: fiducia, serenità, intimità, autenticità.
Per prima cosa ci siamo chieste: come facciamo a raccontare non solo “cosa fai”, ma “come lo fai”?
Le risposte sono arrivate dallo spazio, dagli oggetti e dai gesti quotidiani:
– gli angoli della stanza illuminati dalla luce naturale
– le piante, i colori, i materiali che rendono l’ambiente accogliente
– i momenti in cui Francesca prepara una sessione o semplicemente sistema un dettaglio con cura
– la connessione con la natura
Abbiamo scelto una luce morbida, quella che entra dalla finestra in modo naturale e avvolge senza disturbare. I colori neutri e i rossi e rosati, con qualche tocco di verde, ci hanno aiutato a creare un’atmosfera calma e vicina alla natura. Niente costruzioni complicate: poche indicazioni, tanta conversazione e libertà per cogliere gesti spontanei.
Il risultato? Una serie di scatti che alternano ritratti ambientati, dettagli intimi e scene di lavoro. Ogni foto racconta un tratto del suo metodo e della sua personalità.
Abbiamo progettato lo shooting in modo che ci fossero ritratti, momenti di lavoro, dettagli e spazi così da restituire il contesto e l’atmosfera in cui Francesca lavora con le sue clienti.